Paulo Sabatini - Scrivere la Divina Commedia.. nel linguaggio della musica



“Scrivere la Divina Commedia.. nel linguaggio della musica”

Paulo Sabatini



Come avevo anticipato domenica scorsa, il 24 giugno l'Orchestra dell'Opera del Cairo, diretta dall'Italiano Davide Crescenzi, ha eseguito la prima mondiale della sinfonia “Sulle onde del Canale” che io stesso avevo commissionato un anno fa al giovane compositore Saverio Santoni (26 anni). 

Che grande commozione vedere il trionfo del giovane artista e la soddisfazione della madre di lui, che l'ha accompagnato fin qui. 
La “mamma italiana” e' una categoria molto speciale, proprio come la mamma egiziana e molte mamme del Mediterraneo: “non si muove foglia che mamma non voglia”. 

La musica era talmente bella, orecchiabile ma anche moderna, che ho avuto l'idea di continuare ad investire sul talento del giovane, a proposito dell'altro grande progetto in cui sto lavorando in questi giorni: “scrivere la Divina Commedia”, nelle lingue del mondo. 
In sostanza sto chiedendo ai colleghi Direttori degli Istituti di Cultura nel mondo, alle istituzioni simili di altri Paesi, ad amici, ad artisti delle piu' varie civilta’, di scrivere nella loro lingua i primi 21 versi del grande poema di Dante Alighieri. Possibilmente, ad opera di bravi calligrafi.

Questi 21 versi sono un compendio di tutta l'opera, anche perche' il 21 e’ un numero magico, 3 volte 7, ed e’, ad esempio, anche quello dei Tarocchi. Dante era un mistico ed appassionato di scienze esoteriche, quindi ha voluto condensare in 21 versi il concetto generale della Diniva Commedia: l’illuminazione dopo un periodo di confusione.

Poi esporremo le opere nella Galleria dell'Istituto Italiano di Cultura al Cairo, e in altri Istituti in altri Paesi. Progetto molto ambizioso, che necessita di innovazione e coraggio. 

Saverio Santoni provera' a scrivere i 21 versi in linguaggio musicale. Cioe' fara' uno spartito  in cui le parole sono sostituite (o rappresentate) dalle note musicali. La musica e' matematica, e ad ogni tonalita' corrispondono vibrazioni quantificabili in numeri. Non solo: ad ogni gruppo di note, combinate secondo l'armonia classica, corrispondono sensazioni e sentimenti. Secondo un'antica conoscenza, per esempio la tonalita' di “Do minore” (Do – Mi bemolle – Sol – Do) induce nell'ascoltatore un sentimento di attesa del destino, che puo' essere paurosa se ci si sente in colpa, o rassegnata se si sa di aver fatto il proprio dovere. Non a caso Beethoven compose la Quinta sinfonia in Do minore, dicono per simbolizzare gli ultimi istanti di vita di Napoleone e il bussare alla porta del destino. Ma lo stesso Beethoven utilizzo' tonalita' allegre per suggerire la gioia, come “l'Inno della Nona Sinfonia”, giocata sulle armonie di Re maggiore e La maggiore. 

Santoni ha apparentemente accettato la sfida, anche se non sa ancora come regolarsi sull'attribuzione delle note alle parole. Probabilmente dividera’ i versi in gruppi, ognuno dei  quali corrisponde ad un sentimento (la paura, lo stupore, la speranza, e cosi' via) e poi attribuira' la tonalita’ armonica a ciascun gruppo secondo del contenuto, sviluppandone le relative melodie. 

La composizione avra' valore visivo oltre che sonoro, entrando a far parte, come spartito, del gruppo di calligrafie nelle lingue del mondo.